#BrazilianGP: week-end impegnativo per i nostri piloti
Un week-end stancante e impegnativo per i nostri piloti. Pecco Bagnaia chiude in zona punti la Sprint ma cade nella gara della domenica. In Moto2 invece Ivan Ortola entra per un soffio di 4 secondi in zona punti. Li rivedremo in pista il prossimo week-end in USA.
Una caduta nelle qualifiche ma una prestazione sostanziosa nella gara veloce del sabato. Un’altra caduta nella gara domenicale verso la metà della gara. Il secondo week-end di gara per il nostro Pecco Bagnaia è stato impegnativo e altalenante, comunque afflitto da uno scarso feeling con la sua Ducati. Anche il piazzamento di Iván Ortolá, in Moto2, sembra far riaffiorare il ricordo della passata stagione: un dodicesimo posto in Q2 e un decimo in gara.
SPRINT RACE
Giornata dai due volti per Francesco Bagnaia, protagonista di una prestazione solida in gara ma fortemente condizionata da quanto accaduto nelle qualifiche. Il pilota italiano ha infatti visto sfumare le possibilità di un risultato di vertice a causa di una scivolata nel corso della sessione decisiva, che lo ha relegato all’undicesima posizione sulla griglia di partenza. Nonostante la battuta d’arresto iniziale, Bagnaia ha mostrato una reazione immediata allo spegnersi dei semafori, mettendo in scena uno scatto efficace che gli ha consentito di recuperare tre posizioni già nel corso del primo giro. Inseritosi rapidamente nel gruppo in lotta per la top 7, il nostro campione ha cercato di costruire una rimonta concreta, facendo leva su un passo gara competitivo. Con il passare dei giri, tuttavia, la progressione del pilota si è rallentata. La difficoltà nel trovare spazi utili per i sorpassi ha rappresentato il principale ostacolo alla sua risalita in classifica. In particolare, Bagnaia è rimasto a lungo alle spalle di Alex Márquez, senza riuscire a completare l’attacco decisivo, perdendo così tempo prezioso rispetto ai diretti concorrenti. A incidere sul risultato finale è stata anche l’impossibilità di sfruttare appieno il potenziale della Ducati Desmosedici GP, apparsa comunque competitiva sul passo ma limitata nelle fasi chiave di attacco. Il tutto si è tradotto in un ottavo posto sotto la bandiera a scacchi, un piazzamento che non rispecchia pienamente la velocità mostrata nel corso della gara. Il risultato lascia spazio a considerazioni contrastanti: da un lato la capacità di reazione e il buon ritmo espresso, dall’altro il rammarico per una qualifica che ha compromesso le ambizioni di vertice. Il focus del team si sposta ora sull’ottimizzazione della performance sul giro secco, elemento cruciale per affrontare con maggiore incisività le prossime sfide del campionato.
RACE
Una domenica complessa e ricca di ostacoli per Francesco Bagnaia, protagonista di un Gran Premio ben al di sotto delle aspettative. Il pilota italiano è stato penalizzato fin dalle prime fasi della gara da una partenza poco incisiva che ha compromesso immediatamente la sua posizione in classifica.
Allo spegnersi dei semafori, Bagnaia ha perso tre posizioni, scivolando rapidamente fuori dalla top ten e ritrovandosi invischiato nel traffico del gruppo. Una situazione che ha reso particolarmente complicato trovare il giusto ritmo e mantenere la fiducia necessaria per recuperare terreno sugli avversari. Nel corso dei giri successivi, il distacco dai primi si è progressivamente ampliato, con il pilota costretto a inseguire senza riuscire a esprimere appieno il proprio potenziale. Intorno all’undicesimo giro, mentre occupava l’undicesima posizione, è arrivato l’episodio decisivo che ha posto fine alla sua gara: una caduta alla prima curva. Secondo le prime dichiarazioni rilasciate dal pilota, la perdita di controllo sarebbe stata causata da una costante sensazione di essere al limite, senza mai riuscire a trovare il giusto equilibrio per spingere con continuità. “Mi sono sentito al limite per tutta la gara e non sono mai riuscito a guidare come volevo”, ha spiegato Bagnaia al termine della corsa, evidenziando le difficoltà incontrate nel corso della competizione.L’epilogo risulta particolarmente amaro se si considera il buon potenziale mostrato durante il warm up mattutino, che aveva lasciato intravedere prospettive decisamente più positive in vista della gara. Il risultato finale rappresenta dunque un’occasione mancata, ma anche un punto di partenza per analizzare le criticità emerse e lavorare in vista dei prossimi appuntamenti del campionato.
“Purtroppo la scivolata in qualifica è stato l’unico vero limite. Partire undicesimi quando la moto ti permette di stare davanti è davvero un peccato, perché credo che avessimo il potenziale per lottare per il podio. In gara però, non sono riuscito ad essere incisivo a superare, rimanendo bloccato dietro ad Alex. La gara di domani sarà molto lunga e il vero limite sarà il consumo della gomma anteriore. Dovrò provare a farmi strada fino alla top 5-6 nei primi giri, per poi gestire gli pneumatici. Siamo tra quelli che hanno girato di più con gomme usate e nella Sprint abbiamo mostrato un passo costante, quindi non ci resta che attendere la gara”.
Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – Sprint Race 8°
“In gara non avevo il giusto feeling e non riuscivo a spingere, tanto che alla fine sono caduto alla curva uno, dopo essermi sempre sentito al limite. Non ho fatto una buona partenza e fino alla scivolata, ho semplicemente cercato di fare il possibile. È un peccato perché il potenziale della moto è molto più alto, e lo si è visto anche nel warm up di questa mattina. Stiamo lavorando duramente per recuperare la velocità, ma non è un percorso facile né immediato. In qualifica ho fatto un errore che mi è costato caro, ma in gara non credo che sarei riuscito comunque a fare meglio”.
Francesco Bagnaia (#63 Ducati Lenovo Team) – Race DNF

MOTO 2
La giornata di gara della Moto2 è stata la più calda di tutto il fine settimana con circa 32 gradi Celsius di temperatura dell’aria e 58 gradi nel corso di quella di Moto2. Tutti i piloti hanno utilizzati pneumatici Pirelli in mescola soft per entrambi gli assi, quindi SC1 anteriore e SC0 posteriore, che hanno dimostrato prestazioni costanti e versatili per tutto il fine settimana adattandosi bene alle caratteristiche del circuito brasiliano anche con le temperature dell’asfalto molto alte raggiunte oggi in gara.
Il nostro Iván Ortolá però, purtroppo, non è riuscito a entrare in sintonia con il week-end brasiliano e la sua moto. Che fosse un appuntamento in salita lo si era capito fin dalle Free Practice durante le quali il nostro Iván non era riuscito a fare meglio del ventiquattresimo tempo. Un miglioramento si era visto invece nelle Q2 che il nostro Suomy Rider ha chiuso in dodicesima posizione. In gara, una leggera risalita e rimonta che sono valsi a Ortolá la zona punti con un decimo posto.
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